“Intorno” e “Flow”: due repertori onirici e artistici orchestrati su un muro

L'opinione

Francesco Fabbricatore

Il progetto tavole-murales delle alunne e degli alunni delle Classi VA e VB del Liceo Scientifico “V. Julia” di Acri, elaborato dal prof. Francesco Ranaldi con l’avallo entusiasta della dirigenza scolastica,  porta il nome di “Intorno” e “Flow” (Flusso). Con la realizzazione muralistica si prendono in esame numerosi  spunti di significativa rilevanza della nostra società, che vengono sussunti sotto una comune  volontà: la sensibilizzazione. Quest’ordine compositivo, è ricco di contrasti ed effetti pittoreschi, di combinazioni e volumi, e con un bellissimo sfondo di colore “Blu [I]” (J. Mirò) fresco e delicato che evoca il sub-inconscio freudiano, a cui possiamo avere accesso attraverso la porta mondriana, che raggruma il senso della realtà/irrealtà e ci mostra il nucleo nascosto dei pensieri che visitano la nostra mente.

Spicca, su più punti,  l’invito-appello del Procuratore Capo di Catanzaro Nicola Gratteri: “Ragazzi studiate, fottiamoli”. Una digressione al fulmicotone che sembra sgorgata dalle memorie gramsciane e, nientemeno, mazziniane, e approda nell’agitatevi e agite affinché possiate studiare e  organizzarvi  per un Mondo migliore. È una potente formulazione antisistemica e di riscatto che tenta di disgregare il guasto e/o il marcio di una società sempre più facilmente corruttibile e neo-coloniale, in cui i poveri sono più poveri e i ricchi più ricchi. Ancora più chiaramente, sotto il profilo generazionale, le alunne e gli alunni hanno ben colto questa presa di posizione basata sul nesso socratico e arendtiano che abbraccia stretto a sé il senso critico e cozza violentemente contro tutti i totalitarismi del Male, a  incominciare dalle mafie. D’altronde nell’era del cambiamento, o in quest’epoca che vuole polarizzarsi verso un mutamento del sistema-mondo, la Scuola e, in senso largo, lo studio sono legittimi parametri che possono svelare la realtà delle cose. Chi si cimenta oggi nello studio con fatica e perseveranza non può di certo essere considerato nerd, o peggio sfigato/a, ma puro  “anticonformista” che supera con slancio rivoluzionario le linee spazio-temporali e diviene cifra dell’esistenza umana.

Al di là di queste ultime classificazioni, lo sforzo di realtà a cui le ragazzi e dello Julia sottopongono la loro immaginazione è energico, multiforme, polifonico, quasi caleidoscopico. Rilevante è il riferimento alla barbarie della guerra, che funesta e annienta con abnorme fragore lo spazio sacro della Vita. Su questo sfondo di annichilimento della guerra possiamo chiudere l’ordito parietale su cui  le ragazzi e i ragazzi delle due classi quinte dello Julia hanno ricamato un patto narrativo-artistico a dir poco entusiasmante.

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