Corsi e ricorsi storici: le pandemie, dall’antica Grecia ad oggi

Attualità Cultura Dalla scuola L'opinione

di Giulia Feraudo

La storia dell’umanità nel corso dei millenni ha subito eventi nefasti, veri e propri flagelli, come ad esempio le pestilenze: pandemie incontrollate mortifere e catastrofiche. Già nella storia antica Sofocle racconta della peste che colpì la città di Tebe e che causò la morte di tanti innocenti. Al tempo, la causa della peste fu attribuita ad una punizione divina in quanto il re Edipo aveva causato la morte del padre e si era unito con Giocasta, ignorando che si trattasse della madre. In questo periodo storico la peste viene sempre rappresentata come una punizione divina e solo nell’epoca classica si inizia a dare una spiegazione più razionale. Lucrezio, nel descrivere la peste che colpì la città di Atene, attribuisce l’evento a cause naturali pur senza possedere ampie cognizioni scientifiche. Sia Boccaccio, nel Trecento, e sia Manzoni, dopo cinque secoli, nel Seicento, ci narrano non solo delle vittime colpite dalla peste ma anche delle conseguenze sociali che quest’ultima comporta. Nel periodo della pestilenza, infatti, aumenta la povertà e di conseguenza anche le rivolte. Recentemente vari scrittori avevano ipotizzato che il mondo sarebbe stato colpito da un’epidemia in grado di sterminare quasi tutto il genere umano. Nel corso dei secoli le epidemie si sono succedute con nomi diversi, fino ad oggi, in cui il mondo sta combattendo contro il Coronavirus. L’epidemia  che stiamo subendo sta causando gravi conseguenze: milioni di persone restano uccise dal virus e allo scopo di evitare che il contagio aumenti, è stato necessario bloccare il mondo del lavoro e dell’economia, i rapporti umani e i contatti tra le persone. Tutto questo naturalmente ha avuto importanti conseguenze sociali in quanto, fermandosi l’economia e la produzione si è determinato uno stato di bisogno, specialmente nelle regioni più svantaggiate. Ciò nonostante, gli Italiani si dimostrano uniti e speranzosi di superare questo brutto momento trovando il modo di darsi conforto reciprocamente e a distanza anche attraverso la musica e il canto. I balconi si animano delle canzoni del passato e del presente, come un inno alla speranza ed allo stare uniti nonostante tutto…

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