Rosario Livatino, il magistrato diventato beato

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Ieri, 9 Maggio 2021, è stato beatificato il magistrato martire della giustizia, che fu tra i primi giudici a confiscare beni alla mafia, Rosario Livatino, originario di Canicattì, in provincia di Agrigento.

Il ’’giudice ragazzino’’ fu assassinato dalla Stidda (un’organizzazione criminale di tipo mafioso, attiva principalmente nelle province siciliane di Agrigento, Catania, Ragusa e Caltanissetta) il 21 Settembre 1990, quando non aveva ancora neanche compiuto 38 anni, sulla SS 640 Caltanissetta-Agrigento (in territorio di Agrigento), mentre, a bordo della sua Ford Fiesta, senza scorta, che aveva rifiutato perché non voleva che nessuno perdesse la vita a causa sua, stava recandosi in tribunale. Inizialmente ferito ad una spalla, tentò di fuggire a piedi, ma venne raggiunto e ucciso.

La camicia che indossava quel giorno, ridotta a brandelli dai proiettili che gli furono inflitti, dopo essere rimasta chiusa per ben 31 anni negli armadi del Tribunale di Caltanissetta, è stata utilizzata come reliquia per la sua beatificazione, grazie alla Curia di Agrigento, che ne ha ottenuto l’affidamento in maniera provvisoria; la reliquia è stata esposta ai partecipanti alla Messa, che è andata in onda anche in diretta su Rai Uno.

Ciò che è accaduto ieri è senza dubbio un avvenimento storico: infatti, si tratta del primo magistrato di sempre ad essere stato beatificato, poiché ha lottato per il bene, per la giustizia e per l’impegno sociale a favore della propria gente e della propria regione nella lotta contro la mafia. La cerimonia si è svolta nella Cattedrale di San Gerlando ad Agrigento per opera del cardinale Marcello Semeraro.

 

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