Paesi tuoi, prima prova narrativa di Cesare Pavese

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Paesi tuoi è un romanzo breve, ma carico di una forza dirompente.

Primo dei romanzi di un grande autore che ha segnato il ‘900 italiano, Cesare Pavese, Paesi tuoi inaugura la stagione del Neorealismo, la corrente letteraria che si fece sostenitrice di una letteratura impegnata, capace di denunciare gli orrori del passato e le ingiustizie del presente, affiancandosi polemicamente alle ideologie della ricostruzione postbellica.

In Paesi tuoi, scritto nel ‘39 e pubblicato nel ‘41, Pavese mette in scena quello che poi diventerà un tema chiave sia del neorealismo che del suo pensiero: la contrapposizione tra città, viva e industriale, e campagna, luogo selvaggio e quasi mitizzato.

Questa contrapposizione è incarnata e messa in luce proprio dai due protagonisti, Berto e Talino, conosciutisi in carcere.

Rimessi in libertà, Berto, il cittadino, è spinto dal suo ex compagno di cella a seguirlo nel suo paesino per trovare un lavoro e ricominciare. Sembrerebbe che tra i due sia nata un’autentica amicizia, ma in realtà, leggendo il romanzo, si capisce che Talino, il contadino, è spinto solo dalla paura. Infatti invita Berto esclusivamente per farsi difendere da una possibile vendetta dell’uomo che lo ha mandato in galera per avergli bruciato la fattoria.

In campagna Berto conosce tutta la famiglia di Talino e apprenderà, non senza stupore, la colpevolezza, la bruta e cruda mostruosità, la cattiveria e la gelosia malata, di quello che quasi credeva essere un suo amico.

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