World War Z: un’epica corsa intorno al mondo per creare una cura all’infezione

Intrattenimento Primo piano

di Alessia Mauro

È un mondo improvvisamente sconvolto da una misteriosa epidemia che vede come protagonisti persone infette che si trasformano in zombie, quello che ci viene presentato nel bellissimo e misterioso film World War Z. Ci si trova catapultati in una “realtà” del tutto nuova, un mix di fantascienza, azione, orrore e drammaticità che riescono a dare vita ad un capolavoro mozzafiato, grazie alle abilità del grande regista Marc Forster. L’uscita cinematografica risale al giugno 2013. Ad avere la meglio come protagonista è Brad Pitt (Jerry Lane nel film), che con la sua maestria e valentia occupa un posto rilevante. Quella che per Jerry Lane e la sua famiglia sembra una giornata qualunque, si rivela essere l’inizio di un cataclisma di orrori e di una tragedia a livello mondiale. Siamo a Philadelphia, quando tutti gli uomini, morsi da zombie, contraendo così il virus, finiscono per trasformarsi a loro volta in zombie: creature feroci e violente che, solo colpite al cranio, potranno essere eliminate. Lui, ex investigatore dell’ONU, ritiratosi per stare con moglie e figli, chiede ad un suo vecchio amico, ora segretario generale delle Nazioni Unite, di mettere in salvo la famiglia su una portaerei militare americana. La sua richiesta viene accolta, ma deve fare una promessa: deve partire alla ricerca di un rimedio insieme ad un giovane virologo. È proprio, però, a Gerusalemme che trova il delirio più improbabile: una piramide non umana che assalta le mura della città. Ed ecco che gli zombie iniziano ad assumere un ruolo quasi di semplice scenografia, di sfondo alle avventure e disavventure del protagonista. Anche grazie ad un medico dell’ OMS (interpretato dal nostro Pierfrancesco Favino), il protagonista riesce a trovare un vaccino che, provato sulla sua pelle, avrà degli effetti positivi, fino ad essere distribuito poi a scala mondiale. Uno scenario surreale e ricco di tanta suspense, che riesce ad entrare in modo ovviamente parallelo, ma analogo a quello che l’umanità sta vivendo. L’ultima frase emblematica è quella che chiude il sipario: “Questa non è la fine. Neanche per sogno. Non sappiamo come sia cominciata. Abbiamo guadagnato tempo. Ma ci hanno dato una possibilità. Alcuni hanno iniziato a combattere, fatelo. Aiutate gli altri. Siate pronti a tutto. La guerra è appena iniziata”.

Sharing is caring!