La Nausea, di Jean Paul Sartre

Cultura

L’orrore di esistere nel diario filosofico di Antoine Roquentin

La Nausea è un libro che riesce a tenere incollato il lettore durante ogni sua singola pagina, è un libro che incanta. 

Si tratta di un diario filosofico, scritto da un uomo, Antoine Roquentin, che nella sua vita ha viaggiato molto. Si è trasferito a Bouville, una città immaginaria, per scrivere una tesi di storia sull’avventuriero il Signor de Rollebon. Proprio in questa città lui scopre qualcosa, scopre la Nausea. Uno stato d’essere del quale non riesce più a liberarsi. Nulla riesce a strappargli un sorriso, la sua Nausea lo porta a interrogarsi sul perché dell’esistenza umana. La sua routine, segnata dal bistrot “La tavola dei ferrovieri” e dall’ascolto di un disco, sempre lo stesso, “Some of these days”, è stravolta. I suoi pensieri lo schiacciano: è lui a cambiare o è il mondo ad essere sempre diverso?

Ha un’ultima speranza per uscire dal suo tormento, la sua Anny, la sua amata Anny che non vede da anni; ma anche l’amore si rivela solo un’illusione. La più grande tra le illusioni (le pagine che Sartre dedica all’amore sono toccanti e maestose). Antoine, alla fine, non ce la fa più, e, con grande eroismo, parte. 

La Nausea è romanzo nel quale non succede in verità granché; Antoine scrive tutti i suoi pensieri come un pesantissimo flusso di coscienza che travolge il lettore trasmettendo tutti gli stati d’animo del protagonista nel lettore. 

Una lettura difficile ma intensa e, oseremmo dire, essenziale.

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