Il Kurdistan che non c’è

Attualità L'opinione

di Antonella Castrovillari

Il Kurdistan, “terra invisibile”, terra non dichiarata come Stato, è collocata tra cinque Stati del Medio Oriente: Turchia , Iran, Iraq e Siria.

E’ una vera e propria”pulizia etnica” quella messa in atto dal Presidente della Repubblica turca Erdogan: donne , uomini e bambini , tanti bambini innocenti, sono stati uccisi senza un apparente motivo, se non quello di essere nati in una terra “illegittima”.

Gli abitanti di questa zona , i curdi, sono depositari di una lunga tradizione culturale, e richiedono già da tempo il riconoscimento della loro patria come Stato civile; infatti stanchi di essere considerati una minoranza , sottolineano il fatto di  essere una vera e propria popolazione che conta 50 milioni di civili ( di cui 15 milioni in Turchia), con una propria cultura ed una propria lingua.

Questo  forte bisogno di riconoscimento ha portato la popolazione curda a scontrarsi più volte con la potenza turca, che condividendo buona parte della zona meridionale con il Kurdistan, non è assolutamente  disposta a cedere  “la sua parte” alla popolazione limitrofa.

Con questi presupposti  sono nati , durante gli anni, forti scontri fra le due popolazioni , che hanno portato allo scoppio di varie guerre civili, le cui perdite risultano numerosissime  sia per i turchi che per i curdi.

E’ una vera e propria”pulizia etnica” quella messa in atto dal Presidente della Repubblica turca Erdogan: donne, uomini e bambini, tanti bambini innocenti, sono stati uccisi senza un apparente motivo, se non quello di essere nati in una terra “illegittima”.

Il Presidente della Repubblica, Erdogan, ha un ruolo centrale in tutto ciò: appoggiando i suoi civili nella continuazione della guerra, sta dando libera approvazione al secondo califfato dell’ISIS. Sembrerebbe quindi, che la Turchia sia con l’ISIS e il Kurdistan contro: nel 2015 infatti donne ed uomini curdi si opposero all’associazione terroristica, combattendo nella città Kobane, in Rejova (Kurdistan) e riuscendo a bloccare l’assedio della città.

La questione curda sembra quindi essere ancora aperta, e difficilmente si concluderà se la Turchia non andrà in contro alla necessità di identità riconosciuta dei curdi.

Sharing is caring!