Zuckerberg e Meta: dai social alla realtà virtuale

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Il fondatore di Facebook prova a cambiare ancora la vita della società

Il 28 Ottobre, l’Amministratore delegato e fondatore di Facebook Mark Zuckerberg ha annunciato il cambio di nome dell’azienda statunitense, colosso dei social media, in Meta. Meta Platforms Inc. comprende i maggiori servizi di rete sociale che ormai tutti conosciamo: Facebook, Instagram, WhatsApp e Messenger. 

Il Ceo (Chief Executive Official) di Meta ha dichiarato di aver scelto proprio questo nome per via dei suoi studi classici: meta dal greco significa oltre e così per Mark c’è sempre un capitolo successivo della storia e qualcos’altro da costruire. Con questo nuovo nome Zuckerberg ci svela uno dei piani perseguiti sin dall’inizio della sua attività, ovvero la possibilità di calarci in un nuovo mondo, un mondo simulato e virtuale possibile grazie alla realtà aumentata, chiamato Metaverso. Già nel 2016 Mark aveva descritto la realtà virtuale come “la prossima grande piattaforma informatica” e con l’acquisto da parte della sua impresa dell’azienda Oculus, divisione che si occupa di produrre visori di realtà aumentata, si capisce che tutto faceva parte di un piano che era stato progettato già da diversi anni. 

Un visionario con un patrimonio di più di 120 miliardi di dollari, oggi progetta di democratizzare tecnologie esclusive come la realtà virtuale e la realtà aumentata per costruire ambienti virtuali dove ogni azione umana possa essere registrata, predetta e monetizzata. In questo nuovo universo sarà possibile fare qualsiasi cosa, stare insieme ad amici o alla famiglia, lavorare, imparare, giocare, fare shopping. In questo nuovo mondo, potremo teletrasportarci come un ologramma per essere in un attimo in ufficio senza fare il pendolare, a un concerto con gli amici o nel soggiorno dei nostri genitori, aprendo più opportunità a tutti indipendentemente dalle distanze.

La società prevede, in questo settore, di creare 10mila posti di lavoro in Europa nei prossimi 5 anni. Sarà un posto dove la gente potrà interagire, lavorare e creare prodotti e contenuti in un nuovo ecosistema che potrebbe creare milioni di posti di lavoro. Possiamo presumere che Meta utilizzerà molti degli algoritmi predittivi che vengono usati anche da Facebook e dagli altri social attualmente esistenti. Questi saranno poi usati per costruire profili utenti e assegnare in modo automatico priorità ai contenuti con cui è più probabile che interagiranno, tutto ciò attraverso la raccolta dei dati del comportamento umano. 

Nella lettera del fondatore Zuckerberg specifica che “non costruiamo servizi per fare soldi; facciamo soldi per costruire servizi migliori”. Ovviamente molti dubbi sorgono, vista la fama di Facebook nella manipolazione di dati, invadendo la nostra privacy con la raccolta di dati non consentita (sì pensi anche allo scandalo di Cambridge Analytica). Trovandoci solo l’inizio di questo nuovo capitolo non possiamo che aspettare e vedere cosa Zuckerberg ha in serbo per rivoluzionare nuovamente le nostre vite.

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